26 Gennaio 1985 Il Rapinatore di Piumini Moncler
MILANO - Vittorio e Adriano, 19 e 22 anni, sono le ultime vittime della "banda dei Moncler". Erano andati al cinema, l' altra sera, poi un panino a corso Vittorio Emanuele. Quando hanno imboccato via Montenapoleone è scattato l' agguato. "O mollate il Moncler o vi buchiamo la pancia". Il coltello Giovanni Ursi, 18 anni appena compiuti, e Guido G., 17, non ce l' avevano, ma a un accenno di reazione delle due vittime, calci e pugni a valanga. Nessuna reazione della gente intorno, e la giacca a vento di Vittorio cambia padrone. Poco distante, però, c' era un carabiniere in borghese che è scattato all' inseguimento, raggiungendoli in via Santa Croce. Manette a entrambi, Giovanni Ursi a San Vittore e il suo complice, minorenne, al Beccaria, con la pesante accusa di rapina aggravata. Erano incensurati, ora rischiano una condanna pesante. Tutto questo per una giacca a vento alla moda. Negli ultimi 15 giorni, polizia e carabinieri hanno arrestato 30 ragazzi per la stessa bravata. Sabato 12 gennaio una retata in via Palestro, dopo una serie di "colpi" nelle vie del centro, ne aveva portati in guardina 23, tutti sui vent' anni, tutti incensurati. Una settimana più tardi, altri cinque. Agiscono in gruppo: circondano le loro vittime, le minacciano, pugni e calci a chi non cede subito, e si fanno consegnare la preda più ambita. E cioè i nuovi simboli della moda dei teen-agers: il Moncler e gli scarponcini Timberland. Le prime rapine di questo genere risalgono al mese di novembre. Un ragazzino che deve consegnare le scarpe per non prendere botte in via Montenapoleone (e torna a casa piangendo e scalzo), un Moncler scippato in piazza Duomo. Casi isolati, almeno questa la prima valutazione di polizia e carabinieri. Ora si parla di una cinquantina di identiche rapine, che sarebbero però molte di più, visto che la maggior parte delle vittime non presenta denuncia. E così, da un paio di settimane, sono state formate pattuglie di carabinieri che vanno a passeggio per le vie del centro vestiti in borghese (ma con in tasca la pistola e il walkie-talkie), si piazzano per ora nei punti di ritrovo dei cosiddetti "paninari" (riedizione anni 80 dei "sanbabilini": capelli a spazzola, scarponcini Timberland, giaccone Moncler, ideologia vagamente fascista, e gran divoratori di hamburgers) osservando il via vai. Le rapine, di solito, avvengono nei pomeriggi dei week-ends, quando in centro c' è gran folla ed è più facile scappare. Chi sono questi ragazzi che rischiano la galera per un paio di scarpe? Vengono tutti dalla periferia e non si distinguono dalle loro vittime, se non per il fatto che i genitori non gli hanno sganciato il mezzo milione necessario all' acquisto della "divisa". Rubano non per rivendere il bottino, ma per metterselo addosso. - di ENRICO BONERANDI
fonte:repubblica.it
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